Produttività – le folli abitudini dei geni

By giugno 11, 2015News

Genio e creatività non sono doti comuni e spesso si alimentano attraverso rituali e azioni incomprensibili e volte solo a raggiungere il magico mondo dell’ispirazione. E così, per migliorarci e trovare qualche spunto, il robot ha digitato su Google “abitudini lavorative strane dei geni” e ci si è aperto un mondo. I veri pazzi non siamo noi…

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Per migliorare la produttività infatti i grandi artisti – filosofi, scrittori, scienziati e chi più ne ha più ne metta – si inventavano di tutto.

Di seguito una lista di abitudini alquanto bizzarre di persone che tutti conosciamo. Alcuni potrebbero rivelarsi utili consigli, altri sicuramente no. Ma d’altronde, come diceva Ennio Flaiano “Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso”…

Proust e l’ufficio insonorizzato

Proust fece foderare di sughero le pareti di una camera in Boulevard Haussmann per essere isolato dai rumori e concentrarsi meglio.

Beethoven e il caffè della Peppina

amava invece svegliarsi e preparare il caffè, contando ogni mattina 60 chicchi per tazza. Dopo la colazione rigorosamente a mezzogiorno, iniziava una lunga passeggiata che durava praticamente tutto il pomeriggio.

Gertrude Stein e la tecnica del pomodoro

La scrittrice americana-parigina raccontava di non essere capace di scrivere per più di mezz’ora al giorno. «Però, se sei costante, col passare degli anni è un mucchio di roba».

Ernst Hemingway e “il mattino ha l’oro in bocca”

Hemingway amava svegliarsi al mattino presto. «Fa fresco, persino freddo e non c’è un cane che disturba – scriveva -. Subito a lavorare, ti scaldi mentre scrivi». Si svegliava verso le 5 e mezzo anche se la sera prima aveva bevuto qualche bicchiere di troppo.

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Agatha Christie e l’ufficio ballerino 

66 romanzi polizieschi e 14 raccolte di racconti all’attivo e nessuno di questi scritto da una comoda scrivania. Agatha non ha mai avuto un ufficio, e Assassinio sull’Orient Express, per esempio, lo scrisse in una camera d’albergo. A essere precisi il suo ufficio era ovunque: in cucina, in camera da letto, in viaggio. Per scrivere doveva essere sempre in movimento e quindi ispirata.

Thomas Edison e la selezione risorse umane

Per scegliere i suoi ricercatori Thomas Edison aveva un metodo infallibile: chiedeva loro di mangiare una ciotola di zuppa. Quelli che aggiungevano il sale prima di provarla, erano fuori: il test infatti mirava a eliminare coloro che partivano prevenuti.

Albert Einstein e il multitasking

Il fisico austriaco per trovare la giusta ispirazione e creare si prodigava in sessioni di birdwatching durante le quali amava suonare sinfonie di Mozart al violino. E si emozionava a tal punto da piangere.

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E ora veniamo alle abitudini dei grandi uomini di oggi.

Barack Obama e la preparazione del giorno dopo

Il presidente Obama passa spesso qualche ora alla sera analizzando il calendario e gli appuntamenti del giorno successivo. Ottiene un’idea di massima di ciò che accadrà l’indomani, così da essere il più possibile preparato per prendere decisioni svelte e oculate.

Joel Gascoigne e le camminate riflessive

Ogni sera, indipendentemente da quello che è successo durante la giornata, il CEO di Buffer, Joel Gascoigne, si prende 20 minuti per passeggiare, a suo dire per spegnere la mente e il corpo in attesa di addormentarsi.

Bill Gates e il risveglio delle funzioni cognitive

Bill Gates passa ogni sera un’ora a leggere prima di addormentarsi. Far questo lo aiuta a alleggerire i livelli di stress e a risvegliare le funzioni cognitive, creando allo stesso tempo nuove conoscenze da cui magari può scaturire la prossima grande innovazione.

Ariana Huffington e il ritorno al passato

Dopo essere svenuta una volta per la stanchezza e il troppo stress, la Huffington è diventata una forte sostenitrice del telefono spento e lontano dal letto mentre si dorme. Molti altri, tra cui Sheryl Sandburg, dirigente di Facebook, hanno la stessa abitudine.

E si d’altronde, come spiegato nel grafico qui sotto, dormire bene è la prima vera soluzione per alimentare creatività e genialità. Non a caso tutti i nomi citati riposavano almeno 7 ore per notte..

 

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Buon lavoro o forse dovremmo dire buonanotte!


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