Il Personal Branding – tu sei il tuo marchio

By aprile 17, 2015News

Il personal branding è il processo con cui raccontiamo noi stessi agli altri. Se siamo bravi, possiamo sfruttare le stesse strategie utilizzate da personaggi famosi o marchi e costruire una brand identity, proprio come loro. Si perchè anche se magari non lo sai, tu sei il tuo marchio. 

Ma come si fa a lavorare sul proprio posizionamento e rafforzarlo nel modo giusto e senza sembrare un pavone?

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La capacità di promuovere se stessi come un vero e proprio brand. 

Per capirci qualcosa di più iniziamo con qualche consiglio utile per capire come diventare dei buoni comunicatori della propria persona.

1) Pensarsi come una marca: cosa vorresti che la gente pensasse di te? Talvolta l’impressione che abbiamo di noi stessi è molto lontana dal percepito altrui; come prima cosa, è quindi indispensabile capire esattamente l’opinione che la gente nutre nei nostri confronti. Il consiglio principale è quello di individuare il proprio universo valoriale e le parole chiave che ti  contraddistinguono (es: eleganza, simpatia, intelligenza o, come nel nostro caso, sana pazzia) e trovare il modo di comunicarle e valorizzarle. Non ragionate solo in ottica business ma ricordatevi che la vera chiave del successo è provare a seguire la vostra passione.

2) Creare il proprio marchio: per comunicarsi come un brand tutti gli strumenti di posizionamento (Immagine coordinata – biglietto da visita e portfolio -, canali e profili social – Facebook, Linkedin, Blog e sito) devono essere integrati e ottimizzati. Nulla viene lasciato al caso: ogni tweet inviato, ogni aggiornamento di stato, ogni immagine e video che condividi contribuisce a costruire la tua immagine. E questa va alimentata tutti i giorni con un mix di multiple azioni quotidiane.

3) Non piacere per forza a tutti: uno degli errori più frequenti che si commettono è pensare che accattivarsi un pubblico amplissimo sia la migliore strategia possibile. Cercare di piacere a tutti, invece, spesso risulta controproducente: oggi l’offerta è talmente vasta che è più vantaggioso focalizzarsi sulla fetta di torta mercato a cui possiamo offrire un servizio su misura. Come diceva il compianto Kurt Cobain, wanting to be someone else is a waste of the person you are. I’d rather be hated for who I am, than loved for who I am not. 

4) Creare valore aggiunto e fare qualcosa di diverso (o provare a fare una cosa che già esiste meglio): una volta deciso chi si è e a chi ci si vuole rivolgere, è ora di capire come fare la differenza: cosa si fa meglio degli altri, cosa dire e attraverso quali canali come comunicare il messaggio. Lo sappiamo, è un lavoro duro, ma qualcuno deve pur farlo. Ed è anche molto gratificante.

5) Non avere paura e gettarsi nella mischia: Se decidi di promuoverti devi anche metterci la faccia. Ad esempio, puoi decidere di partecipare ad eventi con ampia risonanza mediatica o associarti ad altri brand forti per aumentare le occasioni per farti conoscere.

Ma soprattutto, a prescindere dal tuo potenziale pubblico, ricordati che alle persone piacciono le storie vere e che alla fine il segreto del successo spesso si nasconde proprio li: cerca di rimanere te stesso e di promuovere quello che sei veramente.

Non c’è nulla di peggio che deludere il tutto pubblico montando uno spettacolo fasullo alla Truman Show.

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Il vantaggio notevole tra oggi e una decina di anni fa è la nascita di tecnologie social che hanno reso un marchio non solo più personale, ma a portata di mano. La differenza è l’esposizione: anche se vuoi, non puoi più nasconderti (ti ho visto, sei dietro il semaforo!). Le opinioni degli altri sono visibili a tutti online – quindi trasparenza e autenticità sono il mezzo per sopravvivere e prosperare in questo nuovo regno digitale. Il rovescio della medaglia è che i social media ci permettono di raggiungere risultati incredibili sfruttandone il potenziale.

Ma come fare a sfruttarli al meglio?

In primo luogo con un ascolto attento: se la vostra visibilità aumenterà si parlerà di voi in diversi “luoghi”, come ad esempio Twitter, blog, social network e altro ancora. È necessario tenere traccia di quello che dicono, in modo da poter rispondere di conseguenza. Ci sono molti strumenti che possono aiutarvi a monitorare le opinioni, come Twitter search, Google Alert e altri. Ascoltando le opinioni del vostro settore sarete in grado di reagire e ri-posizionarvi. E intervenire per eventuali smentite: “Non è vero che mi sono travestito da orsetto lavoratore per rubare una torta”.

E poi, avendo fiducia negli altri. Mai scordarsi che le persone che possono aiutarvi a realizzare i vostri sogni sono a portata di mano ma dovrete essere bravi a capire cosa fare e circondarvi di coloro che possono aiutarvi nella conquista personale. Ricordatevi che non esiste una strategie definitiva e tutto cambia, sopratutto su internet.

Monitorare quello che si dice su di voi è la cosa più importante che potrete mai fare per posizionarvi.

Di seguito, un interessante esempio di posizionamento sulla sdraio in una delle nostre ultime trasferte.10534601_656539317773428_2764154671951605122_n

Ora vi raccontiamo la storia di un ragazzo che ha puntato forte sul suo personal branding e ha ottenuto un vero beneficio dal grande lavoro svolto.

Lui si chiama Jamie Oliver ed è Un self-made-chef ormai famosissimo: cuoco, scrittore di libri di cucina, conduttore televisivo inglese. La sua carriera è iniziata nel ristorante londinese Carluccio’s, dove ha imparato ad apprezzare la cucina italiana dello chef Antonio. Nel 1999 è stato notato dalla BBC che gli ha affidato lo show televisivo The Naked Chef, ottenendo un grande successo. Ormai lanciato, ha scritto l’omonimo libro di cucina, diventato bestseller nel Regno Unito. Sempre lo stesso anno ha cucinato per l’allora primo ministro inglese Tony Blair al 10 di Downing Street.

La sua grande innovazione? Sconvolgere il modo di fare cucina in televisione: è una delle personalità più amate e un vero fenomeno mediatico. Una delle sue capacità principali è quella di essere simpatico e soprattutto di cucinare ricette ottime che anche uno di noi potrebbe replicare, ispirando quindi le persone ad approcciarsi alla cucina con ingredienti genuini. Si è guadagnato una popolarità mondiale: conduce moltissimi programmi tra cui “Jamie’s Great Italian Escape“, “Menu in 15 minuti” (declinato anche in e-book) e “Ricette a 5 euro”, è anche attivissimo sui social: ha un canale YouTube (FoodTube) con un milione e mezzo di iscritti di cui sta per realizzare una versione stampata, più di 4 milioni di follower su Twitter e 3 milioni e mezzo su Facebook. Last but not least, è proprietario di una catena di 29 ristoranti.  

Al momento sfrutta la sua immensa popolarità per una causa benefica: si sta battendo affinché nelle mense inglesi e americane si eliminino i cibi non sani (“junk food = junk kids”).

Jamie Oliver

Prima di salutarvi vi ricordiamo che quest’articolo è stato scritto dal polipetto viola e finanziato da Jamie Oliver che in cambio della promozione ci fornirà la schiscia per i prossimi dieci minuti.

Buon personal branding a tutti.


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